<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0"><channel><atom:link rel="hub" href="http://tumblr.superfeedr.com/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"/><description>about VOINA group</description><title>Voina libero</title><generator>Tumblr (3.0; @free-voina-it)</generator><link>http://it.free-voina.org/</link><item><title>VOINA in Venice</title><description>&lt;p&gt;&lt;iframe frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/Xo6AxVlQgpg" width="560"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://it.free-voina.org/post/21796194847</link><guid>http://it.free-voina.org/post/21796194847</guid><pubDate>Wed, 25 Apr 2012 23:40:08 +0400</pubDate><category>Venice</category><category>S.a.L.E.</category><category>Marco Baravalle</category></item><item><title>VOINA in S.a.L.E. Soon we'll be completely fearless</title><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.saledocks.org/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;SaLE-Docks&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;24 aprile – 3 giugno&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Mostra aperta dal giovedì alla domenica, dalle 14.30 alle 19.00&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Martedì 24 aprile h.18  Opening + dj set Belinda+Je cri (Electronic Girls)&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Voina (dal russo: Война; trad. ita.: guerra) è un collettivo attivo in Russia dal 2005. I loro lavori sono stati mostrati in molti paesi ed in seguito al tentativo di repressione da parte del governo, attivisti di tutto il mondo (da Venezia a Fukushima, da Zurigo a New York) hanno compiuto azioni in solidarietà al collettivo.&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Attualmente Voina è associate curator della settima edizione della Biennale di Berlino.&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://fotki.yandex.ru/users/riotstarter2011/view/535732?page=0" target="_blank"&gt;&lt;img align="left" height="497" src="http://img-fotki.yandex.ru/get/6108/122215466.1d/0_82cb4_ed46ddb0_L.jpg" width="180"/&gt;&lt;/a&gt;Di Voina abbiamo amato la sfacciataggine e la decisione di assumere pienamente una prospettiva “di parte”. Possiamo dibattere, ma è indubbio che il lavoro del collettivo si distacca dall&amp;#8217;ipocrisia che spesso caratterizza artisti e curatori, radicalissimi a parole, ma attentissimi a non farsi coinvolgere da percorsi di movimento, percorsi che li porterebbero ai margini del sistema o magari a confrontarsi con temi e necessità che esulano dalla loro personale agenda artistica. Potrebbero esserci differenze di metodo e di visione tra Voina e il SaLE, ma ci pareva possibile produrre un concatenamento proficuo, dando così spazio all&amp;#8217;esempio di una pratica artistica che ha in comune con noi (e con tutto il movimento che in Italia sta occupando spazi in nome di una nuova stagione culturale) l&amp;#8217;idea che la prudenza dell&amp;#8217;arte rischi di tramutarsi in tristezza. E ci pare che Voina, attraverso le parole dei suoi membri, condivida questa punto di vista: “ abbiamo fatto sesso in pubblico e la cosa non ci spaventa più, abbiamo invaso una stazione di polizia e la cosa non ci spaventa più. Cosa c&amp;#8217;è ancora che possa spaventarci? Con la morte faremo i conti in futuro. Presto saremo completamente privi di paura” (T. Peter; 2008).&lt;br/&gt;Al SaLE sarà proiettata gran parte delle azioni del gruppo dai primi anni di attività fino ad oggi: dal celebre fallo gigante dipinto sul ponte mobile di fronte alla sede dei servizi segreti russi, fino al sesso di gruppo celebrato per denigrare metaforicamente il passaggio di testimone dal presidente Putin al suo erede Medvedev, dall&amp;#8217;ironica invasione di un commissariato da parte di alcuni membri della gang, travestiti da sostenitori del regime, fino alla saldatura delle porte di un famoso ristorante moscovita di proprietà di una star televisiva filo Kremlino.&lt;br/&gt;Sebbene Voina conservi un&amp;#8217;attitudine decisamente eversiva, la contrarietà al regime di Putin &amp;amp; Co. ha dato vita negli ultimi mesi ad un ampio movimento di opposizione che ha attraversato trasversalmente la società russa e mobilitato centinaia di migliaia di persone, in città come in provincia. Un movimento nato dallo sdegno per la ricandidatura di Vladimir Putin alle elezioni presidenziali e rinforzato dal clamoroso ricorso a brogli ed illegalità durante la tornata elettorale del dicembre 2011.&lt;br/&gt;Putin, più di ogni altro, ha incarnato quella retorica della “stabilità” che ha imbrigliato la Russia dopo il caos post-sovietico degli anni &amp;#8216;90. Una retorica che ha dato vita ad un sistema parallelo, da una parte la corruzione e il clientelismo governativo, dall&amp;#8217;altra la nascita di organizzazioni di stampo mafioso favorite dal grande vuoto istituzionale. È in questo humus sociale che, nel primo decennio del secolo, si è fatta faticosamente strada una terza opzione, quella di una new-left russa, lontana dal Partito Comunista ufficiale e nostalgico, composita e di orientamenti politici differenti, in cui, oltre agli attivisti classici, possono essere annoverati intellettuali, artisti e collettivi.&lt;br/&gt;Certo, le grandi manifestazioni dell&amp;#8217;opposizione degli ultimi mesi non hanno risolto l&amp;#8217;emergenza democratica in Russia, l&amp;#8217;informazione ufficiale continua ad essere asservita mentre i blog sono censurati, la polizia russa rimane una delle istituzioni più note per la facilità con la quale ricorre alla tortura, Putin (anche grazie ai brogli) è stato rieletto presidente al primo turno. Il movimento stesso pare essere frenato dall&amp;#8217;anima più liberale e da accenti nazionalistici piuttosto spiccati. Ciononostante la Russia, nell&amp;#8217;anno di Occupy Wall Street e delle “primavere arabe”, non è stata alla finestra e si è sollevata in massa contro quella “stabilità” putiniana che, nella crisi globale, ci appare come il nome russo di quel tentativo del capitale finanziario di mantenere saldo il timone del mondo (pur di fronte ad un crescente dissenso sociale).&lt;br/&gt;Di questo dissenso Voina è da anni uno degli interpreti più radicali. Non è un caso che su alcuni dei suoi membri penda oggi un mandato di arresto federale e internazionale e che Oleg Vorotnikov e Leonid Nikolaev abbiano scontato quattro mesi di prigione a causa della loro militanza artistica.&lt;br/&gt;Artisti e clandestini, i Voina suscitano grande entusiasmo o grande contrarietà, ciò che è certo è che il loro estremismo estetico richiama la storia dell&amp;#8217;arte moderna russa. Furono artisti e autori (oggi considerati classici) che, sull&amp;#8217;onda della Rivoluzione d&amp;#8217;Ottobre, teorizzarono e sperimentarono, negli anni Venti del Novecento, quella dissoluzione dell&amp;#8217;arte nella vita che divenne il banco di prova delle avanguardie storiche. Sergei Tretyakov e Sergei Eiseinstein, ad esempio, portarono letteralmente il teatro in strada, nello spazio pubblico, declinandolo come strumento di agitazione sociale e perseguendo il sabotaggio dell&amp;#8217;illusionismo tipico delle arti sceniche borghesi.&lt;br/&gt;In tempi più recenti, durante la Perestroika e la contemporanea e peculiare sussunzione del mercato artistico russo nel sistema globale dell&amp;#8217;arte, artisti underground rifiutavano l&amp;#8217;isteria monetaria per concentrarsi su una critica della transizione. Si pensi a “Mercy” (1991), opera inaugurale dell&amp;#8217;alternativa galleria Trekhpudny di Mosca. La mostra consisteva essenzialmente nella presenza di due senzatetto all&amp;#8217;interno dello spazio espositivo, il progetto di Konstantin Reunov e Avdey Ter-Oganian è solo uno dei possibili esempi di un&amp;#8217;attitudine alternativa a quella al tempo dominante, ovvero la riproposizione della simbologia e dell&amp;#8217;immaginario sovietico a scopo di mercato. Al contrario, gli artisti riuniti attorno alla Galleria Trekhpudny, diedero vita ad un&amp;#8217;avventura artistica certamente aliena da interessi speculativi e caratterizzata da una stimolante confusione tra la routine della vita comunitaria catalizzata dallo spazio e il Kairos dell&amp;#8217;evento artistico.&lt;br/&gt;Ci fermiamo qui, non vogliamo azzardare discendenze storico-artistiche prive di fondamento, ci interessava però fotografare una certa attitudine che, in forme diverse, ha caratterizzato la storia dell&amp;#8217;arte russa arrivando fino a Voina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.saledocks.org/?p=1462"&gt;&lt;a href="http://www.saledocks.org/?p=1462"&gt;http://www.saledocks.org/?p=1462&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/events/362406140463412/?notif_t=plan_user_invited"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/events/362406140463412/?notif_t=plan_user_invited"&gt;http://www.facebook.com/events/362406140463412/?notif_t=plan_user_invited&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://it.free-voina.org/post/21435908705</link><guid>http://it.free-voina.org/post/21435908705</guid><pubDate>Fri, 20 Apr 2012 18:34:43 +0400</pubDate><category>S.a.L.E.</category><category>Venice</category><category>Marco Baravalle</category></item><item><title>Natalia Sokol dichiarata ricercata internazionale</title><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://fotki.yandex.ru/users/riotstarter2011/view/457450/?page=8" target="_blank"&gt;&lt;img height="344" src="http://img-fotki.yandex.ru/get/4418/122215466.11/0_6faea_25c8800b_L.jpg" width="500"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Natalia Sokol (Kozlenok)  e Vor, latitanti, che ascoltano le notizie&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È stato trasmesso ieri, 5 Dicembre, dalla polizia attraverso l’Interpol per Natalia Sokol, incinta di 8 mesi, attivista del gruppo artistico e di protesta Voina. L’ordine implica che sarà in stato di arresto immediato qualora le autorità dovessero riuscire a localizzarla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 6 dicembre la polizia pianificava di arrestare Sokol (senza riguardo per la sua gravidanza e suo figlio Kasper, di 2 anni e mezzo) durante l’udienza del caso falsificato contro di lei nel tribunal federale Kuybyshevskiy di San Pietroburgo. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;All’udienza la prosecuzione è stata annunciate citando una nuova indagine avviata contro Sokol. Ora sta affrontando l’accusa secondo l’articolo 318 (violenza ai danni di pubblico ufficiale). Precedentemente era &lt;a href="http://en.free-voina.org/post/13781589731" target="_blank"&gt;accusata solo di “oltraggio a pubblico ufficiale”&lt;/a&gt;. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Natalia Sokol:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Chiamandomi oggi in tribunale, le autorità mi hanno teso una trappola, pianificando di arrestarmi prima dell’udienza”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma lei non si è presentata davanti alla corte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Alexei Plutser-Sarno, artista di Voina referente per i media&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Il fatto che la madre di Kasper, di due anni e mezzo, Natalia Sokol, che aspetta un bambino, diventi l’obiettivo dei corrotti poliziotti russi mostra l’incredibile cinismo di investigatori, giudici e di tutto il sistema giudiziario in Russia. Natalia è un’artista conosciuta in tutto il mondo. La sua unica colpa è di essere autrice di brillanti azioni artistiche di protesta. Lei è stata la prima a suggerire di disegnare un enorme fallo sul ponte di Liteinily, che si erge di fronte al HQ del FSB (una volta KGB). Voina fa arte di protesta. E in risposta a questo le autorità russe cercano di distruggere una donna incinta con un bambino”&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Dmitri Dinze, l’avvocato di &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Natalia Sokol&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“La persecuzione criminale di Natalia è stata iniziata dal Centro E (il dipartimento di polizia anti-estremismo). Il suo diritto ad avere una difesa legale è stato palesemente violato, considerando che solo oggi siamo venuti a conoscenza delle accuse a suo carico. L’investigatore Rud ha passato delle informazioni dalla difesa. Al momento è agli atti che Natalia non si è presentata agli incontri con gli investigatori. A noi non era stato comunque notificato nessun incontro. È agli atti che Sokol ha contattato gli investigatori al telefono, e quello che si suppone essere il suo numero di cellulare è nel fascicolo del caso. Questo nonostante il fatto che lei non usa mai telefoni cellulari”.&lt;/p&gt;</description><link>http://it.free-voina.org/post/13961379340</link><guid>http://it.free-voina.org/post/13961379340</guid><pubDate>Fri, 09 Dec 2011 10:57:00 +0300</pubDate><category>dmitri dinze</category><category>centro e</category><category>natalia sokol</category><category>kasper</category><category>alexei plutser-sarno</category><category>vor</category></item><item><title>La Corte ha decretato un mandato di arresto per Kozlenok domani</title><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://fotki.yandex.ru/users/riotstarter2011/view/457503/?page=8" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://img-fotki.yandex.ru/get/4523/122215466.12/0_6fb1f_ead6aa79_L.jpg" width="500"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Kozlenok e Kasper nella preparazione di una nuova meraviglia delle azioni del VOINA&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://kbs.spb.sudrf.ru/" target="_blank"&gt;Kuybushevsky Corte di Distretto di San Pietroburgo&lt;/a&gt; decider domain se emettere o no un mandato di arresto per l’attivista di Voina Natalia Sokol (Kozlenok).  L’udienza avrà luogo alle 15.00 davanti al giudice A. P. Dondik.&lt;br/&gt;Kozlenok è attualmente sotto accusa per l’articolo 319 del Codice Penale Russo (oltraggio a pubblico ufficiale) per aver presumibilmente versato dell’urina su dei poliziotti durante la manifestazione di protesta del 31 marzo 2011 a San Pietroburgo.  In ogni caso, secondo l’avvocato di Kozlenok Dmitri Dinze, l’articolo 319 non costituisce una base legale sufficiente per un mandato d’arresto. Questo potrebbe significare che la polizia abbia di fatto portato ulteriori capi d’accusa contro Kozlenok senza che fossero notificati nè a lei nè al suo avvocato. Una situazione del genere sarebbe illegale e l’udienza dovrebbe, in teoria, essere aggiornata. In ogni caso Voina è turbata sull’imparzialità del giudice Dondik su questa questione.&lt;/p&gt;</description><link>http://it.free-voina.org/post/13797909701</link><guid>http://it.free-voina.org/post/13797909701</guid><pubDate>Tue, 06 Dec 2011 02:18:14 +0300</pubDate><category>Dmitri Dinze</category><category>Kozlenok</category><category>Dondik</category></item><item><title>Leonid Nikolaev arrestato alla manifestazione di opposizione</title><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://fotki.yandex.ru/users/riotstarter2011/view/464520/?page=0" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://img-fotki.yandex.ru/get/4525/122215466.13/0_71688_b6fa38b1_orig" width="500"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Leonid alla manifestazione contro le elezioni illegittime. Gostiny Dvor, San Pietroburgo  4 Dicembre  2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Leonid Nikolaev è stato arrestato dalla polizia oggi durante la manifestazione di protesta a San Pietroburgo contro la truffa elettorale. L’arresto è avvenuto intorno alle 20.00. Attualmente non si sa dove Leonid si trovi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://fotki.yandex.ru/users/riotstarter2011/view/464517/?page=0" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://img-fotki.yandex.ru/get/4714/122215466.13/0_71685_cffc59bc_orig" width="500"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Leonid Nikolaev con il fischietto alla manifestazione di protesta. 4 Dicembre  2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ scoppiata una rissa nell’autobus della polizia su cui era Leonid, dopo che la polizia aveva cominciato a picchiare I manifestanti sull’autobus. Diversi attivisti sono stati feriti gravemente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://fotki.yandex.ru/users/riotstarter2011/view/464519/?page=0" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://img-fotki.yandex.ru/get/4422/122215466.13/0_71687_a5f57720_orig" width="500"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Un vetro rosso dell’autobus della polizia&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’avvocato di Leonid, Dmitri Dinze:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;“Siamo stati informati dell’arresto, ma non sappiamo in quale stazione della polizia sia stato portato.”&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://fotki.yandex.ru/users/riotstarter2011/view/464514/?page=0" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://img-fotki.yandex.ru/get/4714/122215466.13/0_71682_ea7c173e_orig" width="500"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Leonid Nikolaev preso dalla polizia in antisommossa&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://fotki.yandex.ru/users/riotstarter2011/view/464521/?page=0" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://img-fotki.yandex.ru/get/5822/122215466.13/0_71689_e60e768f_orig" width="500"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;br/&gt;Leonid portato dentro l’autobus della polizia&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://fotki.yandex.ru/users/riotstarter2011/view/464515/?page=0" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://img-fotki.yandex.ru/get/4525/122215466.13/0_71683_25961031_orig" width="500"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;L’arresto di Leonid Nikolaev&lt;br/&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Più di 70 persone sono state arrestate durante la manifestazione, tra loro l’attivista di L’Altra Russia Igor Chepkasov  e la leader del Fronte Civile Unito Kurnosova.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Publications:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.berlinbiennale.de/blog/en/news-en/leonid-nikolajew-from-voina-arrested-16932" target="_blank"&gt;LEONID NIKOLAJEW FROM VOINA ARRESTED&lt;/a&gt; 7th Berlin Biennale&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.berlinbiennale.de/blog/news/leonid-nikolajew-von-voina-verhaftet-16929" target="_blank"&gt;LEONID NIKOLAJEW VON VOINA VERHAFTET&lt;/a&gt; 7. Berlin Biennale&lt;/p&gt;</description><link>http://it.free-voina.org/post/13813804254</link><guid>http://it.free-voina.org/post/13813804254</guid><pubDate>Mon, 05 Dec 2011 20:27:00 +0300</pubDate></item><item><title>Il collettivo Voina boicotta la biennale di arte contemporanea a Mosca</title><description>&lt;p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;DI&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a id="ext-gen75" href="http://www-pre.cafebabel.co.uk/profile/display/4f84d392-fc10-102c-897f-e5384fe1717a/"&gt;ANNIE RUTHERFORD&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Non è un paese da cui vi aspettereste la celebrazione dell’arte militante. Invece dovete ricredervi. Fino al 30 ottobre Mosca ospiterà la quarta Biennale di arte contemporanea. Tuttavia non si tratta di un vero e proprio passo avanti verso la libertà di espressione, dal momento che il famoso gruppo di contestazione russo sta paradossalmente protestando contro il Festival internazionale dell’arte militante della Biennale.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;
&lt;p&gt;Nel 2005, la Russia portò letteralmente l’arte contemporanea sulla piazza Rossa. In un ironico colpo di scena che riconciliava l’arte contemporanea con quello stesso regime sovietico che una volta la reprimeva, la prima biennale a Mosca si tenne accanto al Cremlino in quello che era il museo di Lenin. Fondata nel&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;2003&lt;/strong&gt;, ha avuto luogo nel 2005, 2007 e 2009. La&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a name="ext-gen26674" id="ext-gen26674" href="http://4th.moscowbiennale.ru/en/"&gt;Biennale di Mosca&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;è così arrivata al suo ottavo anno. La quarta edizione si è aperta il 23 settembre e mette in mostra le star internazionali della scena dell’arte contemporanea fino al 30 ottobre. Tuttavia, la biennale continua a combinare un profilo officiale – ad esempio, uno dei partner mediatici è il canale televisivo di stato Russia 24 – e paradossalmente, la celebrazione di un’arte contemporanea critica e di contestazione, che la autorità russe solitamente non sono liete di supportare.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id="ext-gen23767"&gt;Ai WeiWei:&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="caps"&gt;VIP&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;in Russia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Questa combinazione può dar luogo a strane situazioni. I paradossi dello stile&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span id="ext-gen27302"&gt;Alice nel Paese delle Meraviglie&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;della Biennale 2011 potrebbero persino essere la realizzazione di una farsa mal riuscita. D’altronde, chi si sarebbe mai aspettato&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a name="ext-gen27106" id="ext-gen27106" href="http://www-pre.cafebabel.co.uk/article/38622/ai-weiwei-justice-chinese-europe.html"&gt;&lt;span id="ext-gen27100"&gt;Ai WeiWei&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, voce critica nei confronti della corruzione nella vicina Cina, ospite di una città nella cui prigione è recluso&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span id="ext-gen27303"&gt;Mikhail Khodorkovsky&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;(magnate del petrolio e oppositore di Putin)? Ospitare a Mosca un qualunque evento come la Biennale solleverà sempre scomode questioni politiche. Gli organizzatori hanno forse sperato che la partecipazione di Ai WeiWei avrebbe allontanato l’attenzione da questioni di integrità politica. Se così fosse, di certo non erano preparati alla ribellione di scatenata dal movimento artistico militante&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a name="ext-gen27252" id="ext-gen27252" title="Voina libero, il sito in italiano" href="http://it.free-voina.org/about"&gt;&lt;span id="ext-gen27304"&gt;Voina&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, nato, cresciuto e diventato celebre in Russia .&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img src="http://img-fotki.yandex.ru/get/4202/trenirofki.2/0_513fc_6bd289e4_orig" height="335" width="500"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;em class="info-co"&gt;L’azione dimostrativa più famosa del collettivo Voina | San Pietroburgo, 2010&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;
&lt;p&gt;Sin dalla sua nascita nel 2007, Voina (che significa “guerra” in russo) ha attirato l’attenzione del governo nazionale e della stampa internazionale con azioni tempestive, come nel caso del ponte di San Pietroburgo, in cui decorarono un ponte levatoio con un fallo illuminato. Gli interventi di Voina sono tanto inattesi quanto lo sono quelli di Ai WeiWei in occasione di un evento sponsorizzato dal ministero della cultura russo: gli esponenti principali del gruppo,&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span id="ext-gen27305"&gt;Oleg Vorotnikov&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;e&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span id="ext-gen27306"&gt;Leonid Nikolaev&lt;/span&gt;,&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a name="ext-gen27224" id="ext-gen27224" href="http://it.free-voina.org/arrest"&gt;sono stati arrestati dalle autorità russe nel novembre 2010&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;per rimanere poi sotto stretta sorveglianza della polizia. Tuttavia, il gruppo è presente in una speciale esibizione in occasione della Biennale dal titolo “L’impatto dei media: festival internazionale dell’arte militante”.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id="ext-gen23937"&gt;Artisti militanti protestano contro il festival dell’arte militante&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Strano, penserete – ma come Alice direbbe, diventa ancora più strano. I Voina hanno aggiunto un nuovo colpo di scena all’intreccio annunciando di voler boicottare la Biennale. Affermano di essere stati inclusi nel festival contro il loro volere, dichiarando che alcune delle opere messe in mostra sotto il loro nome sono dei falsi, mentre altre sono state rubate loro dalla polizia russa durante l’arresto dello scorso autunno. Una dichiarazione sul sito web del gruppo accusa gli organizzatori della biennale di volere screditare l’arte di opposizione e protesta e tentare di mantenere la facciata dell’esistenza di una scena artistica in Russia di fronte alla comunità internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tale dichiarazione non è tanto diversa dai commenti di altri critici russi. Il duo americano&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span id="ext-gen27309"&gt;The Yes Men&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;si è unito a Voina nel boicottaggio, dando risonanza alla causa del collettivo anche oltreoceano. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/I-vGbKXKhGk" frameborder="0" height="360" width="640"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br/&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;em class="info-co"&gt;Un’azione del presidente di Voina, Lenya Yobhnutii | Il secchio blu è diventato un simbolo contro l’uso improprio delle sirene (per ignorare le norme stradali) da parte delle auto ufficiali&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;em class="info-co"&gt;&lt;a href="http://www-pre.cafebabel.it/article/39038/voina-libero-biennale-arte-contemporanea-mosca.html"&gt;&lt;a href="http://www-pre.cafebabel.it/article/39038/voina-libero-biennale-arte-contemporanea-mosca.html"&gt;http://www-pre.cafebabel.it/article/39038/voina-libero-biennale-arte-contemporanea-mosca.html&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://it.free-voina.org/post/12055294468</link><guid>http://it.free-voina.org/post/12055294468</guid><pubDate>Sat, 29 Oct 2011 05:42:00 +0400</pubDate><category>biennale</category><category>boicotta la biennale</category></item><item><title>Venezia - incursione alla Biennale "Freedom for all the artists"</title><description>&lt;p&gt;&lt;iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/UWLS9swOOq8" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Questa mattina gli attivisti del S.a.L.E, insieme a diversi artisti, hanno compiuto un&amp;#8217;incursione all&amp;#8217;interno dell&amp;#8217;Arsenale di Venezia, sede d&amp;#8217;esposizione della Biennale di Arti Visive, dove si trova lo spazio espositivo dedicato alla Cina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli attivisti hanno di fatto bloccato per un&amp;#8217;ora e mezza l&amp;#8217;accesso al padiglione cinese con uno striscione, su cui era scritto &amp;#8220;Free Ai Weiwei&amp;#8221;, e con dei cartelli che riportavano le foto dell&amp;#8217;artista ingiustamente incarcerato dal governo cinese insieme alle foto delle opere del collettivo russo Voina, anch&amp;#8217;esso duramente represso dal regime di Putin.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;Siamo qui&amp;#8221; hanno sostenuto i manifestanti &amp;#8220;per ribadire la necessità della liberazione di Ai Weiwei, ma anche di tutti gli altri artisti nel mondo che sono perseguitati da governi non democratici. Le prese di posizione formali sono importanti, ma noi vogliamo sottolineare la necessità di azioni dirette ovunque esistano, come in Biennale, espressioni ufficiali di governi che non garantiscono la libertà d&amp;#8217;espressione e che reagiscono attraverso la censura e la violenza.&amp;#8221;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Numerosi si sono succeduti gli interventi a ricordare anche la storia del Collettivo Voina, collettivo di giovani artisti e attivisti russi che negli ultimi mesi hanno subito arresti e pestaggi da parte della polizia, e su cui vigono ancor oggi mandati di cattura politici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche artisti riconosciuti come Bert Theis hanno ricordato esperienze di censura subite da parte di funzionari del governo cinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molti dei visitatori dell&amp;#8217;esposizione hanno sostenuto e preso parte attivamente all&amp;#8217;iniziativa esponendo anch&amp;#8217;essi i cartelli portati dai manifestanti.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Venezia-incursione-alla-Biennale-Freedom-for-all-the-artists/8685"&gt;&lt;a href="http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Venezia-incursione-alla-Biennale-Freedom-for-all-the-artists/8685"&gt;http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Venezia-incursione-alla-Biennale-Freedom-for-all-the-artists/8685&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://it.free-voina.org/post/6175979956</link><guid>http://it.free-voina.org/post/6175979956</guid><pubDate>Sat, 04 Jun 2011 18:31:58 +0400</pubDate></item><item><title>L’appello del S.a.L.E. contro la repressione degli artisti</title><description>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://media.tumblr.com/tumblr_llvs22TcSE1qejldx.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;AI WEIWEI LIBERO! VOINA LIBERI!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal 3 aprile scorso l’artista cinese Ai Weiwei è agli arresti in Cina. Nel momento in cui scriviamo, il web rimbalza la notizia di una sua apparente “scomparsa”. E’ difficile persino capire con certezza dove sia detenuto. Ai è incredibilmente accusato di evasione fiscale, diffusione di pornografia e bigamia. Queste assurdità sono il grossolano tentativo di celare l’evidente: Ai si trova in cella per ragioni politiche, per avere espresso opinioni critiche nei confronti del regime di Pechino e per non aver rinunciato alla propria libertà d’espressione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ai Wewei non è l’unico esempio di artista perseguitato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oleg Vorotnikov e Leonid Nikolaev, membri del collettivo Voina, sono stati arrestati il 10 novembre scorso a Mosca. Rilasciati in febbraio, la loro odissea non si è ancora conclusa. Voina è un collettivo di artisti/attivisti la cui opera si concretizza come un continuo atto di sovversione creativa del sistema politico russo (quello responsabile della morte di Anna Politkovskaya e di molte altre voci libere dell’informazione nazionale). A fine marzo, alcuni membri del collettivo sono stati nuovamente fermati nel corso di una manifestazione pacifica e violentemente picchiati dalla polizia russa. Oggi, un nuovo mandato di cattura è stato emesso nei confronti di Oleg.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il S.a.L.E. ritiene doveroso prendere posizione nei confronti di queste palesi ingiustizie. Specialmente ora, a meno di un mese dall’apertura della Biennale di Arti Visive, è necessario che la comunità artistica globale si esprima contro la persecuzione politica degli artisti di tutto il mondo. L’anacronistica repressione di cui alcuni governi si fanno interpreti rispecchia l’altrettanto anacronistica suddivisone della mostra in padiglioni nazionali. Ciò che, al contrario, non è confinabile, è la necessità comune di democrazia che emerge in tutto il modo anche attraverso le pratiche artistiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Firma per la liberazione di Ai e per la fine della persecuzione di Voina.ù&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.ipetitions.com/petition/freeaiweiweifreevoina/"&gt;&lt;a href="http://www.ipetitions.com/petition/freeaiweiweifreevoina/"&gt;http://www.ipetitions.com/petition/freeaiweiweifreevoina/&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.saledocks.org/?p=636"&gt;&lt;a href="http://www.saledocks.org/?p=636"&gt;http://www.saledocks.org/?p=636&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://it.free-voina.org/post/5839998079</link><guid>http://it.free-voina.org/post/5839998079</guid><pubDate>Wed, 25 May 2011 23:38:00 +0400</pubDate><category>S.a.L.E.</category></item><item><title>Una lettera da Oleg Vorotnikov a sua moglie dalla prigione di San Pietroburgo</title><description>&lt;p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;&lt;img src="http://media.tumblr.com/tumblr_liej7qhB5N1qe1qti.jpg"/&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;Non mi succede &lt;span&gt;davvero&lt;/span&gt; [qualcosa come: niente davvero mi sta succedendo qui, che credo fosse l’originale, vada meglio, perche’ se sposti quel davvero cambia il senso della frase. Sarebbe stato Really nothing is happening to me here &lt;/span&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;&lt;span&gt;J&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt; ] niente qui, quindi non c’é molto da scrivere. Ma é anche vero che qui riesco a malapena a lavorare. &lt;span&gt; &lt;/span&gt;Vivo sulla ‘palma’, il livello superiore di un letto a castello a tre piani. Il piano di mezzo, il più stretto, é chiamato ‘la valigia’. La valigia non ha una base, solo assi. &lt;!-- more --&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;La valigia é il letto più di merda su cui dormire, anche se la palma conta ancora di meno per i prigionieri. Perdipiù, la palma é illegale. Diverse volte all’anno l’ufficio del procuratore ispeziona la prigione e proibisce la palma. I letti a castello dovrebbero avere solo due piani. L’amministrazione della PTDF (sezione per la detenzione pre-processo) annuisce obbediente e le palme vengono smontate, per poi ricomparire. É successo molte volte. Gli ordini della procura non vengono mai rispettati. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;Il livello più basso – dormirci é considerato un onore – non é comunque molto comodo, almeno secondo me. Il livello più basso é per uso comune, tutti scendono dai livelli più alti e ci si siedono, come su un treno. L’area della cella é di 8 metri quadri, e ci vivono sei persone. Non c’é né un tavolo né panche, anche se sono obbligatorie (‘le obbligatorie’, come le chiamano qui). Posso solo scrivere seduto sulla mia palma. A mezzo metro dai miei occhi c’é la lampada del soffitto, troppo luminosa, fottutamente accesa tutto il tempo. La luminosità é davvero dannosa per gli occhi ed é stato registrato che molte persone hanno perso la vista nell’arco del loro primo anno in cella. Credo di avere ancora due anni prima del processo. La lampada dovrebbe essere spenta per la notte, ma quasi nessuno la spegne. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;Quando tutti se ne vanno, la fottuta lampada continua a brillare a tutta forza, é davvero irritante ma le regole della PTDF ci proibiscono di spegnerla. I miei compagni di cella sono un gangster che ha istigato un colpo di stato in Moldova e una manica di drogati. Sono nervosi, docili, e obbediscono sempre agli ordini delle guardie. Quindi chiedono a me di spegnere la luce. Io ci riesco, e a volte lo faccio, per un po’, di notte. Ovviamente, non ci sono interruttori nella cella. Devi semplicemente svitare la lampadina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;La luce fluorescente brilla come una spada laser di un guerriero Jedi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;Mi manca Kasper (il figlio di Oleg – &lt;em&gt;ed.&lt;/em&gt;) e ho quasi dimenticato com’è fatto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;Puoi incontrare quasi ogni tipo umano tra I carcerati: fascisti che hanno decapitato un compagno sleale e hanno tenuto la sua testa in frigo; membri di una band da un concerto in un locale di San Pietroburgo dove hanno fatto irruzione gli &lt;em&gt;homo &lt;/em&gt;(termine colloquiale per I membri di una squadra speciale della polizia, viene dal loro nome russo OMOH, letto al contrario – nde) che hanno separato ragazzi e ragazze, perquisito e fotografato tutti, ispezionato I loro cellulari, etc.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;A un ragazzo hanno dato 2.3 anni per aver scritto una recensione di questo concerto in un ‘linguaggio criptico e ambiguo’, secondo l’Articolo 282 (‘incitamento a odio etnico, razziale, o religioso’, ampiamente usato per perseguitare i dissidenti – n.d.e.). Ma io e Lionya siamo i più famosi. Il nostro caso é stato passato al FSB (Servizio di Sicurezza Federale, (&lt;/span&gt;&lt;span xml:lang="EN-US" lang="EN-US"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Federal_Security_Service_%28Russia%29"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Federal_Security_Service_%28Russia%29"&gt;http://en.wikipedia.org/wiki/Federal_Security_Service_%28Russia%29&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;), che significa che ci inchioderanno con l’articolo 282. Non ci sono state consegne di cibo dall’esterno per due settimane, e l’intera prigione era sull’orlo di una rivolta per la fame, perché il cibo della prigione é assolutamente immangiabile. Le malattie dilagano, in quasi ogni cella c’é almeno un prigioniero con l’HIV o l’epatite.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;É proibito tenere prigionieri malati con il resto dei prigionieri, ma lo fanno comunque. C’era un drogato, Slava, nella nostra cella, cha aveva sia l’HIV e l’epatite.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;Sono stato per due settimane in una cella di isolamento con un drogato appena arrivato e ho dovuto guardare un essere umano andare in crisi d’astinenza a un metro di distanza da me. Vitya, il drogato, vomitava in continuazione e letteralmente si arrampicava sui muri. Non poteva camminare, o sveniva immediatamente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;Ci sono cimici ovunque. Ho morsi su tutto il corpo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;L’ora d’aria ogni giorno é una ‘passeggiata’ in un cortile grande quanto un parcheggio. Facciamo flessioni ‘a scala’, da uno a 14 e al contrario. Ripeto I miei esercizi di box, faccio salti mortali e scatti da un muro all’altro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;La finestra nella nostra cella é rotta e perennemente aperta. Tutto nella cella é continuamente impregnato della puzza stagnante di sigaretta. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;Se ci sono cartoni animati in TV nessuno cambia canale: é un’abitudine. Se c’é qualcosa su malattie o morte, soprattutto se bambini sono coinvolti, il canale viene cambiato immediatamente. &lt;/span&gt;&lt;span xml:lang="EN-US" lang="EN-US"&gt;La chiamano ‘magia’. A nessuno piace la magia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;Lo scopo di chiudere qualcuno in cella é di spezzarlo, di privarlo della sua volontà e salute, di tagliare i suoi legami con la società, e, se una prigione é particolarmente efficace, di distruggere la sua personalità. A volte c’é anche morte fisica, &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;Quando leggo o sento qualcosa su alcuni indirizzi a San Pietroburgo provo la gioia del riconoscimento perché so dove si trovano. La mia immaginazione corre via dalla prigione e verso questi posti, ma poi ritorno in me e mi rendo conto che anche io sono a San Pietroburgo, anche se in una prigione. E mi sento doppiamente esultante e divertito. Niente del genere mi é mai successo a Mosca, mai. &lt;/span&gt;&lt;span xml:lang="EN-US" lang="EN-US"&gt;Credo sia semplicemente impossibile lì. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;Odio Mosca con tutto me stesso, dal profondo del mio cuore. Non c’é un singolo posto a Mosca che mi sia caro, in nessun luogo. Mentre San Pietroburgo ne ha un sacco. Infatti, é tutta la città che mi sta a cuore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;Il miglior luogo in cui essere in prigione é San Pietroburgo. E il 2010 é l’anno migliore in assoluto. Ho passato Gennaio e Febbraio a Venezia, Aprile a New York, Dicembre e la viglia dell’anno nuovo a San Pietroburgo. E ovunque tra questi viaggi ci sono state le migliori performance del miglior gruppo d’arte russo. E Kasper ha fatto i suoi primi passi, &lt;span&gt; &lt;/span&gt;iniziato a correre, a giocare con la palla e a prendere parte nelle nostre azioni come l’attivista più giovane. É l’anno nuovo più felice, come cantava Sinatra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://it.free-voina.org/post/4000434274</link><guid>http://it.free-voina.org/post/4000434274</guid><pubDate>Mon, 21 Mar 2011 12:44:00 +0300</pubDate><category>Oleg Vorotnikov</category></item><item><title>Banksy</title><description>&lt;p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;&lt;img src="http://media.tumblr.com/tumblr_ldb1czoKS21qe1qti.jpg" width="500" height="500"/&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;L’anonimia di Banksy è stata un ingrediente essenziale per la sua fama di Robin Hood e la difficoltà di approcciare il suo giro ha conferito una patina di fascino contro-corrente a chi e’ riuscito a penetrare la sua riservatezza– chiedete a Mr. Brainwash. Ma la clandestinità del maestro della street art ha anche i suoi risvolti negativi. Venerdì scorso, un giudice russo ha rifiutato l’offerta di Banksy di pagare la cauzione per due membri di Voina, un collettivo d’arte basato a Mosca, che sono in prigione da Novembre a seguito di un’azione di performance art che ha incluso il rovesciamento di alcune auto della polizia nel centro di San Pietroburgo. &lt;!-- more --&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;Stando a notizie precedenti, Banksy era intervenuto dopo aver sentito un servizio della BBC sulla condizione di Voina e ha organizzato una raccolta fondi online per i due artisti, raccogliendo i soldi necessari per pagare la cauzione, di $ 66,000 per ciascuno. Ma il 14 Gennaio, all’udienza preliminare al processo, il giudice che si sta occupando del caso ha rifiutato di liberare i due uomini, Leonid Nikolayev e Oleg Vorotnikov, menzionando una ‘mancanza di informazioni sulla persona che si è offerta di pagare la cauzione’, stando al Moscow Times.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;In altre parole, sembra che il giudice stia usando l’anonimia di Banksy contro di lui. Ha anche espresso preoccupazioni che Nikolayev possa fare pressione a dei testimoni se fosse liberato. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;Un post sul blog ‘Voina Libero’ afferma che prima dell’udienza, Vorotnikov è stato minacciato da membri dell’amministrazione della prigione, infastiditi dai suoi contatti con i media, in particolar nodo per un’intervista in cui ha descritto le condizioni non sanitarie e sovraffollate della prigione. “&lt;/span&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;Durante la convocazione nell’ufficio della guardia ad Oleg e’ stato esplicitamente comunicato che se continuerà a parlare delle condizioni della prigione, l’amministrazione troverà modi di renderle peggiori per lui” stando al blog. “Appena l’intervista è &lt;span&gt; &lt;/span&gt;stata pubblicata, stando a Oleg, la sua cella e’ stata ispezionata e i suoi compagni di cella sono stati molestati”. &lt;/span&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span xml:lang="IT" lang="IT"&gt;In un articolo su ARTINFO Op-Ed di Dicembre, Yana Sarna, un altro membro di Voina, ha enfatizzato il contesto politico dei graffiti anarchici del gruppo e le seguenti persecuzioni dalle autorità: ‘Voina combatte contro il clima di oscurantismo socio-politico e il reazionarismo della destra che ha preso piede in Russia’. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://it.free-voina.org/post/4000462483</link><guid>http://it.free-voina.org/post/4000462483</guid><pubDate>Sun, 20 Mar 2011 12:47:00 +0300</pubDate></item><item><title>L’arresto</title><description>&lt;p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://media.tumblr.com/tumblr_lfa3vfYQMo1qe1qti.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt;Il 15 Novembre 2010 due membri del collettivo artistico Voina, Oleg Vorotnikov e Leonid Nikolaev, sono stati arrestati a Mosca. Koza e il piccolo Kasper rimangono liberi, insieme a diversi altri attivisti di Voina. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt;Alle 7 di mattina dieci agenti di polizia in borghese hanno fatto irruzione nell’appartamento dove si trovava il gruppo. I poliziotti hanno fatto mettere gli attivisti di faccia a terra, legato loro le mani dietro la schiena e detto a tutti di restare giù poiché avevano il diritto di usare le armi. (La connessione Internet era caduta poche ore prima, probabilmente tagliata dalla polizia.) Tutti coloro che erano nell’appartamento sono poi stati portati alla stazione di polizia Begovaya, compresi degli inquilini che non avevano nulla a che fare con Voina. A Oleg e Leonid, ancora ammanettati, sono state messe buste di plastica sulla testa prima di essere portati via in un furgone bianco ( targa numero 04620, registrato a S. Pietroburgo). Quando Koza ha chiesto dove li stessero portando, il poliziotto incaricato (che chiameremo Omar) ha risposto: “Nel bosco”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt;L’appartamento è stato poi perquisito in presenza di testimoni. La perquisizione è stata condotta alla maniera tipica del centro “E”, polizia anti-estremista che ha portato avanti l’operazione. Tra i beni sequestrati c’erano degli oggetti personali e computer portatili appartenenti agli inquilini e a ospiti che non fanno parte di Voina. La polizia ha sequestrato tutti i computer, gli hard driver, i driver USB, le memory card, i cellulari e le carte SIM e ogni foglio su cui erano scritte informazioni. Inoltre hanno sequestrato tutte le carte d’identità e i documenti di Koza, Oleg e Leonid.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;Alcuni dei poliziotti si lamentavano dei salari bassi e della possibilità di tenere alcune degli oggetti, come le videocamere, per loro. E’ stata fatta una lista degli oggetti sequestrati, della quale comunque i poliziotti hanno rifiutato di dare una copia a Koza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt;Nonostante Koza (madre di Kasper, di un anno e mezzo) non fosse in arresto, la polizia ha sequestrato tutti i suoi documenti, inclusi i puoi passaporti per viaggiare all’interno del Paese e per l’estero. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt;A causa di questo, Koza e Kasper adesso non possono ricevere cure mediche. Sono anche privati di molte altre cose essenziali che sono impossibili da ottenere in Russia senza una carta d’identità. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt;La polizia ha poi letto un’ordinanza per l’apertura di un’inchiesta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt;L’ordinanza era firmata dal giudice A.N. Morozova della corte distrettuale&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt; Dzerzhinsky a San Pietroburgo, con &lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt;A. Yu. Borodavkin assegnato come ispettore. L’inchiesta è stata aperta contro un gruppo di persone non identificato per l’articolo 213 paragrafo 1 comma b del codice penale (vandalismo motivato da avversione o ostilità nei confronti di un gruppo sociale.)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt;L’uomo testimone ha chiesto ai poliziotti di lasciare almeno che Koza avesse almeno un cellulare, per non lasciare lei e il bambino senza alcun mezzo di comunicazione. La polizia ha rifiutato. La donna testimone ha aiutato i poliziotti in tutti i modi possibili, dicendo loro tutto ciò che sapeva sull’appartamento. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt;Quando la polizia se n’è andata, Koza e il piccolo Kasper sono rimasti nell’appartamento. Prima di andarsene, Omar ha proposto a Koza di fare una chiacchierata con lui per facilitarle la vita, che lei ha rifiutato. Dopo il blitz Koza è riuscita a riprendere alcune delle facce dei poliziotti in un video: &lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=JzcmoWmY1Q8"&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=JzcmoWmY1Q8"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=JzcmoWmY1Q8&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt; .&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt;La persona in piedi di fronte a Omar che dà le spalle alla videocamera ( che indossa un berretto da baseball e con i baffi)&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;non è mai salita nell’appartamento e probabilmente era responsabile di tutta l’operazione. La polizia anti-estremismo è arrivata fin da San Pietroburgo precisamente per arrestare Voina. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt;Koza spiega:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" xml:lang="IT"&gt;Credo che una nostra vecchia conoscenza ha scoperto quando siamo arrivati a Mosca e ha iniziato a parlarne dappertutto menzionando ogni possibile indirizzo di sua conoscenza. Che lo abbia o meno fatto intenzionalmente, è così che è trapelato dove ci trovassimo. Credo che le rivendicazioni di cui siamo stati accusati da un membro o degli Anti-Fascisti o dei Bolscevichi della Nazione siano intenzionali false informazioni da parte della polizia. I poliziotti diffondono queste false informazioni per generare sfiducia e ostilità tra gruppi di protesta diversi. Noi non dobbiamo cadere in questa provocazione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://it.free-voina.org/post/2827832251</link><guid>http://it.free-voina.org/post/2827832251</guid><pubDate>Wed, 19 Jan 2011 19:45:36 +0300</pubDate></item></channel></rss>

